Patalogie Trattate

Scopri cosa possiamo fare per te

Il Metodo Bonori è un metodo di lavoro unico con l’obiettivo di ridurre il più possibile da una parte le cause biomeccaniche che fanno degenerare l’articolazione e dall’altra utilizzare terapie fisiche come il Laser, la Tecar e le Onde d’urto per risolvere la fase acuta infiammatoria e per biostimolare la cartilagine.

Il Dottor Bonori attraverso tecniche di terapia manuale, osteopatia e soprattutto a una speciale tecnica di stretching capsulare inventata da lui stesso la quale permette di migliorare la mobilità dell’articolazione in modo notevole già dalla prima seduta, inoltre vengono dati dei consigli per una corretta igiene posturale da osservare e insegnati degli esercizi per mantenere i miglioramenti ottenuti.

L’artrosi al ginocchio è una degenerazione progressiva dell’articolazione fino ad arrivare ad un’usura della cartilagine e dei menischi deformandola.

Spesso questa degenerazione è dovuta a cause biomeccaniche che spesso non riguardano solo il ginocchio ma anche le articolazioni vicine come l’anca e il piede.

Il Metodo Bonori è prima di tutto, come per tutte le patologie cronico degenerative, informare i pazienti che l’artrosi si può curare solo se si effettuano dei cicli di trattamento ogni 3 , 6 o 9 mesi a seconda della gravità della patologia. Il Metodo Bonori interviene sulle cause biomeccaniche per migliorare la mobilità delle articolazioni con tecniche osteopatiche e di terapia manuale e con una speciale tecnica inventata dal Dottor Bonori per correggere il valgismo o varismo del ginocchio.

Il trattamento si completa con l’ausilio di terapie fisiche come il laser alta potenza, la tecar, l’interx le quali agiscono sull’infiammazione, sul dolore e la biostimolazione della cartilagine.

In un numero elevato di pazienti si verifica la cosiddetta sindrome femoro-rotulea dovuta a un’alterata biomeccanica del ginocchio.

SINTOMI

Di solito il dolore esordisce dopo sovraccarico dell’articolazione , dovuto ad esempio negli sportivi a balzi o a pesi o nelle persone che non fanno attività sportiva dopo una camminata in montagna (perchè nella discesa si sovvraccarica l’ articolazione) o nelle persone che stanno troppo tempo sedute (evocando il segno clinico detto del cinema).

CAUSE e trattamento

Per comprendere la natura del problema dobbiamo capire la ragione meccanica di esso.

Il dolore è legato all’infiammazione della cartilagine sia della rotula come della gronda femorale (condropatia). Tale infiammazione è legata al cattivo scorrimento rotuleo durante la flesso-estensione del ginocchio. In particolare la rotula si lateralizza e sale verso l’alto , cioè scorre più sul margine esterno del ginocchio, aumentando l’attrito con il femore.
Tale “lateralizzazione” chiamata anche “iperpressione esterna” o “malallineamento rotuleo” può essere dovuta principalmente a:

  • fattori muscolari come ipoestensibilità o retrazioni muscolari di gruppi muscolari che portano la rotula verso l’alto e l’esterno come i muscoli piramidale, grande gluteo, fascia lata e il retto e il vasto laterale del quadricipite, ricordando invece l’importanza di un buon trofismo del vasto mediale del quadricipite sottolineando però che la cosa più importante è il lavoro sul detendere le fascie e gruppi muscolari ipoestensibili anche perché molte volte questa sindrome colpisce atleti che di certo non hanno ipotrofia del quadricipite ma bensi ipoestensibilita muscolari dovuto a scarsi esercizi di stretching
  • disfunzioni articolari che alterano la biomeccanica femoro rotulea come la disfunzione in rotazione interna o la posteriorità della tibia o come la posteriorità dell’iliaco (osso del bacino)

Il Metodo Bonori migliora la biomeccanica delle articolazioni con le tecniche osteopatiche, tecniche di terapia manuale e le speciali tecniche inventate dal Dottor Bonori per il ginocchio e l’anca e per quanto riguarda le ipoestensibilità muscolari lo facciamo con un metodo di lavoro nuovo utilizzando l’onda d’urto.

Inoltre Completiamo il trattamento associando sempre terapie come il laser alta potenza , tecar e l’interx che hanno un ottima efficacia sull’infiammazione , sul dolore e sulla biostimolazione della cartilagine.

ll Metodo Bonori Trattamento Parkinson è finalizzato al miglioramento dei sintomi dovuti alla malattia e non si sostituisce alle cure farmacologiche. Il paziente deve continuare ad effettuare controlli periodici dal proprio neurologo di fiducia e seguire le sue indicazioni terapeutiche.

Il Metodo Bonori Trattamento Parkinson è un innovativo approccio terapeutico che utilizza le onde d’urto e stimolazioni con micro correnti del tronco, arti superiori e inferiori. Il Dottor Bonori visto i notevoli benefici che gli sportivi ottengono con l’uso delle onde d’urto per migliorare le prestazioni sportive ha ideato uno speciale protocollo per i malati di Parkinson. Le onde d’urto creano un effetto diretto sui muscoli con tutti i lori effetti meccanici e biochimici e sicuramente un effetto riflesso sul Sistema Nervoso Centrale evidente dal fatto che anche i muscoli della faccia dopo poche sedute anche se non stimolati permettono un netto miglioramento della mimica facciale. Sicuramente anche l’uso delle micro correnti stimola direttamente la muscolatura e in via riflessa il Sistema Nervoso Centrale.

BENEFICI

I benefici di questo metodo di lavoro sono sorprendenti già dopo poche sedute, i malati da poche centinaia di metri di autonomia nel cammino effettuano poi distanze di 5 o 6 km senza problemi tornando poi a una vita pressoché normale. Sicuramente con questo nuovo approccio terapeutico si offre ai malati di Parkinson di recuperare in parte le proprie funzioni motorie migliorando la propria autonomia e qualità di vita.

ll Metodo Bonori Trattamento Sclerosi Multipla NON si sostituisce alle cure farmacologiche, Il paziente deve continuare ad effettuare i controlli periodici dal proprio neurologo di fiducia e seguire le sue indicazioni terapeutiche.

Il Dr. Bonori fisioterapista osteopata visto gli ottimi benefici che i malati di parkinson ottengono con il suo metodo di lavoro utilizzando le onde d’urto sui muscoli e su specifici punti di agopuntura ha ideato un protocollo di lavoro simile anche per i malati di sclerosi multipla.

Ormai sono molte le evidenze scientifiche che spiegano i meccanismi d’azioni per cui questa è considerata oggi una terapia rigenerativa e per nulla pericolosa!!
Questa terapia è stata oggetto in questi anni di numerosi studi scientifici che hanno potuto documentare gli effetti locali sui tessuti attraversati dall’onda acustica, ma quali sono gli effetti sul sistema nervoso neurovegetativo quando la stimolazione con onde d’urto viene fatta su gran parte  corpo??!! Il Sistema neurovegetativo  regola la nutrizione, la riproduzione, il metabolismo, l’adattamento all’ambiente, controlla e regola tutti gli altri sistemi.
È quindi la chiave dell’omeostasi corporea, ovvero la capacità dell’organismo di essere in equilibrio e interagire armoniosamente con gli eventi della realtà interna ed esterna.
Partecipa alla regolazione delle difese immunitarie, modula l’interrelazione tra il Sistema Nervoso Centrale (movimento volontario e riflesso, equilibrio, automatismi di difesa), le funzioni psichiche (intelligenza memoria, pensiero, riflessione) e quelle endocrine.
Una qualsiasi modificazione dell’ambiente si riflette sull’organismo, quindi implica una variazione nell’equilibrio del Sistema Nervoso Autonomo che, a sua volta, creerà una risposta ( che per noi può essere anche negativa ma che per la salvaguardia del sistema corpo è quella più giusta in quella situazione) atta a influenzare l’ambiente circostante. Perchè il corpo ad un certo punto attacca se stesso ? Forse la qualità di quei tessuti ( mielina) è diventata scadente sta degenerando ( perchè magari a quei tessuti arrivano poche sostanze nutritive,sangue, ossigeno ecc..) e così per difesa quei tessuti vengono rimossi per preservare l’ambiente interno!
L’aspetto fondamentale è che questo sistema è totalmente incosciente e involontario. Attraverso una percezione immediata e diretta adatta continuamente le condizioni interne dell’organismo a quelle esterne, secondo il principio dell’omeostasi.
Esplica le sue funzioni attraverso due parti complementari e sinergiche: il simpatico e il parasimpatico.
Ma cosa succede se questo sistema è in disequilibrio , se l ‘attività del sistema ortosimpatico è preponderante  sul parasimpatico ? La malattia  è una logica conseguenza di questa disarmonia predisponendo l’organismo a malattie autoimmunitarie, gastrointestinali, degenerative, cardiovascolari, dismetaboliche ecc..
Il metodo Bonori stimola il corpo all’omeostasi
Il termine omeostasi definisce la capacità di autoregolazione degli esseri viventi,tutti i meccanismi vitali, per quanto siano vari, non hanno altro che un fine costante: quello di mantenere l’unità delle condizioni di vita dell’ambiente interno”.
Quando vengono meno questi meccanismi vitali come il funzionamento del sistema neurovegetativo (ortosimpatico e parasimpatico) il quale controlla tutti gli altri sistemi come il cardiovascolare , fasciale, neuro-muscolare, immunitario e poi via via gli altri nasce la malattia.
Si tratta di un innovativo approccio terapeutico che utilizza le onde d’urto con uno speciale protocollo su determinate zone e punti del corpo con l’effetto in primis di stimolare il sistema neurovegetativo ad un riequilibrio . Le onde d’urto si sa generano grandi effetti biochimici e neuromodulatori , ma mai nessuno aveva pensato di utilizzarle in modo così totalitario per avere effetti sistemici .E i risultati possono essere sorprendenti già dopo poche sedute come potete vedere dai video che potete trovare sul mio sito web studiofisiotek.com o la mia pagina facebook .
Quindi il mio Metodo apre nuove possibilità di cura non solo per la sclerosi multipla ma per altre malattie ( autoimmunitarie, dismetaboliche , cardiovascolari )in futuro sicuramente si potranno studiare gli effetti del mio Metodo facendo studi con ecodoppler, elettromiografia, risonanze magnetiche , esami ematochimici ecc.. prima e dopo aver effettuato alcuni trattamenti.
Ci vorranno anni perchè il mio Metodo possa essere validato della comunità scientifica, peraltro io stesso ho iniziato un progetto guidato dal Dott. Massimiliano Gobbo Neurofisiologo e Ricercatore dell’Università di Medicina di Brescia, però già da ora i malati hanno la possibilità di beneficiare dei miei trattamenti.

La sinusite essendo un’infiammazione delle mucose paranasali può essere trattata con microcorrenti che riescono ad avere un’azione antiinfiammatoria sulle mucose paranasali. Il Metodo Bonori è un modo innovativo e può essere affiancato alle classiche terapie per curare questa patologia e che anche da solo dà ottimi risultati in breve tempo.

La stimolazione della cute con delle micro correnti riesce ad avere un’azione riflessa sulle mucose paranasali stimolando la produzione sostanze proteiche che tramite il sistema nervoso giungono alle mucose paranasali regolando l’equilibrio di eliminazione e nutrizione del tessuto stesso.

Le Microcorrenti riescono a ripristinare un segnale afferente fisiologico al tessuto lesionato in tempi molto breve promuovendo la riprogrammazione dei segnali neurotrofici, che sono essenziali al recupero della functio lesa. Spesso quando non si conoscono totalmente le applicazioni di una terapia, è logico avere delle remore nell’utilizzo della stessa, così si finisce per utilizzarla nelle modalità base o come terapia antalgica noi grazie alle conoscenze neurofisiologiche abbiamo applicato questa terapia alla sinusite e i risultati sono stati ottimi.

La cellulite in termini medici è detta pannicolopatia edema fibro sclerotica ed è una patologia del tessuto sottocutaneo caratterizzata da ipertrofia delle cellule adipose, alterato equilibrio del sistema venoso linfatico provocando un rallentamento del flusso sanguigno e una ritenzione di liquidi nei tessuti.

Queste sono condizione patologiche che con il passare del tempo si aggravano quindi vanno curate con programmi personalizzati affidandosi a personale sanitario il quale può avvalersi di tecnologie elettromedicali più efficaci rispetto a quelle estetiche.

Il Metodo Bonori cellulite nasce dall’esperienza ventennale e utilizza in una solo seduta le onde d’urto prima e poi la tecarterapia facendo un massaggio connettivale. Questo straordinario metodo stimola all’interno dei tessuti un miglioramento dei deficit circolatori e linfatici inducendo un incremento significativo della microcircolazione sviluppando uno straordinario effetto drenante e di risveglio circolatorio ottenendo così in poco tempo benefici nel trattamento della cellulite, linfedema e stasi venosa.

Dopo 10 sedute in 2 mesi

Dopo 18 sedute in 6 mesi

CENNI DI ANATOMIA

La spalla è un complesso articolare composto da varie articolazioni dove il funzionamento dell’una ha inevitabilmente influenza sulle altre. Si dividono in:

  • glenomerale
  • sottodeltoidea
  • acromion-claveare
  • sterno-claveare
  • scapolo-toracica

La stabilità è garantita sia da strutture capsulo-legamentose e geometria dei capi ossei sia soprattutto dal complesso muscolo-tendineo che garantisce un movimento corretto e funzionale.

Le due principali problematiche della spalla sono:

SINDROME DA CONFLITTO SUB-ACROMIALE
Sindrome dolorosa molto frequente da conflitto osteotendineo nella regione della spalla a carico della muscolatura della cuffia dei rotatori (in particolare sovraspinoso) e del bicipite brachiale, dovuto a movimenti ripetuti, traumi e squilibri muscolari.
Provoca dolore alla spalla e possibile dolore riferito nel terzo prossimale laterale del braccio in particolare durante attività che richiedono l’abduzione del braccio.
Si distingue in due forme principali:

  • conflitto primario: anomalie morfologiche dell’acromion che riducono lo spazio sotto-acromiale
  • conflitto secondario: da cause estrinseche come instabilità, disequilibri muscolari, vizi posturali, tendinite calcifica ecc.
SINTOMI COMUNI

Dolore durante il movimento (in particolare in abduzione) del braccio in un punto dell’escursione articolare (arco doloroso) nella fase iniziale. Dolore che successivamente si può presentare anche a riposo, in particolare durante la notte, associato ad una limitazione funzionale dovuta sia al dolore che a una riduzione della motilità.

TRATTAMENTO

Dipende dalla fase in cui ci troviamo e dall’intensità della sintomatologia dolorosa. In fase acuta e sub-acuta l’obbiettivo è mirato al controllo del dolore attraverso la crioterapia, la chelt therapy (utilizzo associato di laser ND/YAG e crioterapia in maggior misura), InterX, cauta mobilizzazione passiva ed esercizi di decoattazione.
Nella fase post-acuta ci si concentrerà sul ripristino dell’articolarità attraverso mobilizzazione passiva, attiva-assistita e attiva, rinforzo muscolare in particolare degli stabilizzatori della scapola con esercizi di controllo muscolare e ripristino della funzionalità della spalla e con accorgimenti utili alla prevenzione ritorno alle mansioni (lavorative) precedentemente svolte.

RIGIDITA’ DI SPALLA

Chiamata anche frozen shoulder o spalla congelata comporta una notevole diminuzione del range articolare (di movimento) per cause non certe o per fattori traumatici, chirurgici ecc.
Il dolore solitamente è solitamente ingravescente accompagnato da una progressiva diminuzione della mobilità della spalla, con perdita del ritmo scapolomerale fino alla rigidità.
I movimenti più deficitari in seguito alla rigidità sono la flessione anteriore e le rotazioni in uno schema spesso capsulare fino a provocare un vero e proprio “blocco”. Da esami strumentali si è visto come spesso la causa è un’infiammazione della capsula e della sua sinovia che, se non trattata, porta ad aderenze capsulari e successive retrazioni della stessa.

TRATTAMENTO

Il trattamento che noi proponiamo nello stadio iniziale è mirato alla diminuzione della sintomatologia dolorosa e alla riduzione della fase infiammatoria attraverso l’utilizzo di strumenti elettromedicali come la crioterapia, la chelt therapy e l’interX.

Alla risoluzione della fase più dolorosa si può procedere con il recupero della mobità sempre con un occhio di riguardo al controllo del dolore e qui tecniche di mobilizzazione passiva della scapola sul piano toracico e della glenomerale, allungamento muscolare e fasciale, decoattazione articolare, massaggio della muscolatura del tratto cervicodorsoscapolare sono di fondamentale importanza. L’utilizzo della TECAR in questa fase può sicuramente incidere sugli esiti positivi del trattamento.

Inoltre, se da un esame radiografico si nota la presenza di calcificazioni, è indicato il trattamento con onde d’urto che mira a smantellare questi depositi di calcio restituendo così una miglior possibilità di movimento alla spalla.

Nella fase finale che avrà come obbiettivo il recupero della funzionalità della spalla verranno proposti esercizi attivi-assistiti e attivi di rinforzo muscolare e propriocettiva al fine di un corretto equilibrio e controllo del cingolo scapolare.

Il Metodo Bonori inizia ancora prima dell’intervento quando il paziente ha una limitazione articolare importante per facilitare così il recupero post intervento.

Nella prima fase dopo l’intervento l’obiettivo è ridurre l’edema post intervento e il dolore attraverso l’utilizzo di elettromedicali per facilitare così la mobilizzazione passiva che deve avvenire il prima possibile.
La mobilizzazione passiva viene effettuata senza mettere in tensione il tendine o i tendini riparati quindi nella direzione opposta al loro tensionamento.
Il Metodo Bonori utilizza tecniche di terapia manuale, di osteopatia e tecniche di streaching capsulare con un metodo ideato del dottor Bonori attraverso l’uso di una cintura comunque senza fare male al paziente durante il trattamento il paziente non deve avere dolore al massimo un po di fastidio.

Il Metodo Bonori propone già dopo 15 giorni esercizi propriocettivi senza sollecitare i tendini suturati e dopo circa 25 giorni inizia con esercizi propriocettivi in eccentrica con carico gravitazionale al 5-10% (il paziente supino con l’omero flesso a 90 gradi il carico gravitazionale è pressoché 0-5% più l’omero scende verso il lettino e più il carico aumenta sollecitando le strutture riparate), quindi il recupero della forza viene effettuato solo con questo metodo nella prima fase (dai 25 giorni ai 45 post intervento) raccomandando al paziente di non volere alzare il braccio finché non sarà in grado senza dolore di fare esercizi in eccentrica con carico massimo da supino, facendo così si evita che il paziente adotti compensi che portano a disfunzioni cinematiche con conseguenti infiammazioni delle strutture periarticolari. Dal secondo mese in poi si introducono esercizi con elastici.

Attraverso il Metodo Bonori si ha una ottima ripresa funzionale rispettando il tempo biologico di guarigione dei tessuti nel più breve tempo possibile.

Lo sperone o spina calcaneare, cos’è

Lo sperone o spina calcaneare è una neoformazione ossea benigna dovuta all’infiammazione della fascia plantare che si inserisce sulla parte inferiore e mediale del calcagno.

Il dolore è dovuto all’infiammazione del tessuto e non tanto alla calcificazione tanto che le persone dopo i 40 anni nel 30 per cento dei casi hanno lo sperone calcaneare ma la maggioranza di loro non hanno dolore.

Trattamento

Le terapie più indicate nel risolvere questa patologia sono le onde d’urto focalizzate che non hanno lo scopo di disgregare la neoformazione ossea anche perché ciò non avviene nella maggioranza dei casi ma di innescare processi di neoangiogenesi vascolare che curano l’infiammazione del tessuto abbinate a terapie fisiche come la tecarterapia il laser ad alta potenza l’interx che hanno anche queste un effetto sull’infiammazione  e miglioramento del trofismo del tessuto.

Dopo anni di esperienza nel trattare questa patologia proponiamo una seduta a settima di onde d’urto abbinate  a 2 sedute  di laser ed tecar la settimana per 3 o 4 settimane ,  con questo protocollo  a distanza di un mese dalla fine della terapia i risultati sono nella maggior parte dei casi ottimi con una scomparsa totale della sintomatologia.

Per ulteriori chiarimenti prego contattarci.

La discopatia, cos’è

La discopatia è la patologia del disco intervertebrale il quale è formato da due parti, quella più interna chiamata nucleo polposo ed ha una forma sferica gelatinosa e quella  più estrna che  circonda quella gelatinosa è formata da fasci fibrosi concentrici. Durante le sollecitazioni meccaniche dinamiche e statiche che le colonna subisce il nucleo polposo funge da ammortizzatore distribuendo i carichi all’anello fibroso. Il continuo stress meccanico cui il disco è sottoposto dovuto a movimenti sbagliati o a posture scorrette fa si che il disco va incontro a un processo di degenerazione dando origine alla discopatia.

Trattamento

Primo obiettivo dello studio fisiotek nel trattare questa patologia è educare il paziente  ad un’igene posturale corretta ed individuare abitudini scorrette come cattive posture che si tengono la sera ad esempio guardando la televisione od esercizi che vengono fatti in modo non corretto.

Lo studio fisiotek tratta questa paologia con tecniche di terapia manuale come mckenzie o mulligan o tecniche osteopatiche le quali hanno come obiettivo di migliorare la biomeccanica riducendo la pressione sui dischi e migliorando la circolazione così facendo si riduce l’edema che si viene a creare quando c’è una protusione o un’ernia discale , molto spesso il nervo  è in sofferenza per una compressione da edema e non meccanica diretta ed  è per questo che noi abbiniamo la terapia manuale a trattamenti come il laser nd-yag exand abbinata alla crioterapia o la tecar o l’interx.

CHE COS’È’ UNA DISTORSIONE?

Termine che indica l’insieme delle lesioni causate da un trauma che sollecita un’articolazione al di là del movimento fisiologico previsto dalla stessa.
L’articolazione tibiotarsica permette di orientare la volta plantare in diverse direzioni in modo da adattarla ai diversi tipi di appoggio richiesti. La sua stabilità è garantita dalla capsula articolare e dai sui ispessimenti, dai legamenti del comparto laterale (peroneo astragalico anteriore, peroneo calcaneare, peroneo astragalico posteriore), dai legamenti del comparto interno (profondo e superficiale) e dal controllo muscolare in particolare di peronieri, tibiale anteriore e posteriore, flessore comune delle dita e dell’alluce.

Meccanismi traumatici principali di distorsione tibiotarsica:

  • in inversione: molto più frequente ed interessa il comparto antero-laterale e i legamenti sopracitati con una gravità che varia a seconda del grado;
  • in eversione: interessa il legamento deltoideo (compartimento mediale)

Gradi di distorsione tibiotarsica a seconda della gravità

  • Grado 1: stiramento del legamento con lieve gonfiore, dolore alla palpazione e piccola perdita di funzionalità;
  • Grado 2: lacerazione parziale del legamento, dolore spontaneo e gonfiore più consistente, perdita moderata di funzionalità e instabilità articolare;
  • Grado 3: rottura completa del legamento con gonfiore, dolore e versamento ematico evidenti. Grave instabilità articolare e perdita funzionale.
TRATTAMENTO

Dipende ovviamente dal grado e quindi dalla gravità. Per non dilungarmi troppo mi soffermerò sulle distorsioni di 1° e 2° grado.

La valutazione in studio di alcuni parametri sarà naturalmente alla base del trattamento.
Per la fase iniziale, l’importante è il PRICE, acronimo inglese che significa: protezione, riposo, ghiaccio, compressione e elevazione. Quello che noi proponiamo per questa fase sono trattamenti di crioterapia , InterX ,bendaggio sia protettivo e contenitivo sia drenante per ridurre dolore, infiammazione ed edema impostato in base alla gravità della lesione.

Gli obiettivi della seconda fase saranno sempre il controllo del dolore, il recupero dell’articolarità completo dell’articolazione, e fornire informazioni alle strutture recettive periferiche e centrali del movimento. Il trattamento consisterà dunque in mobilizzazioni articolari sui diversi piani passiva, attiva-assistita e attiva, MTP massaggio trasverso profondo esercizi di propriocettiva principalmente in scarico (con tavolette instabili, ex ad occhi chiusi ecc.).

Verranno utilizzate anche le apperecchiature elettromedicali Tecar , laser, ultrasuoni, InterX a seconda della necessità in particolare per il controllo del dolore ma anche per stimolare le varie strutture interessate a una più rapida guarigione biologica e fisiologica.

La fase finale del trattamento mirerà invece al recupero della forza muscolare, alla stabilità e alla funzionalità dell’articolazione tibiotarsica e dell’arto inferiore in generale e ripristino delle funzioni perse. Proporremo al paziente esercizi di rinforzo muscolare in catena cinetica chiusa e aperta senza e con resistenza (manuale; elastici ecc.) esercizi di carico e stabilità come posture , esercizi propriocettivi su superfici instabili (bi- e monopodalica) e molte varianti che daranno maggiori informazioni possibili al distretto interessato per una buona guarigione e prevenzione contro recidive.

Lo studio Fisiotek con i suoi metodi innovativi è ormai un punto di riferimento per molti atleti perché specializzato nel risolvere patologie quali strappi o stiramenti muscolari, distorsioni alla caviglia e ginocchio, contratture muscolari, condropatie femoro-rotulee, sperone calcaneare, pubalgia, tendiniti e tendinosi e altre patologie con l’onda d’urto, tecar e laser alta potenza e la terapia manuale. Inoltre attraverso speciali metodi di trattamento miglioriamo le prestazioni sportive e riduciamo al minimo futuri infortuni.

Lo studio tratta con ottimi risultati le patologie artrosiche con l’ausilio della tecar, laser alta potenza e onda d’urto e cercando di correggere le cause biomeccaniche che hanno portato alla patologia artrosica con la terapia manuale. Inoltre al paziente viene spiegato che per curare le patologie cronico degenerative bisogna sottoporsi a dei cicli di fisioterapia ogni 3 ,6 o 9 mesi a seconda della gravità senza aspettare che la patologia si riacutizzi, così facendo l’artrosi non progredisce.

Lo studio è inoltre specializzato nel trattare le patologie dell’arto superiore come la capsulite adesiva o spalla congelata, le tendiniti e tendinosi della cuffia dei rotatori, le lesioni tendinee di non pertinenza chirurgica, le patologie del gomito come epicondilite e epitrocleite e le patologie del polso e mano tendiniti e sindrome del tunnel carpale.

Lo studio effettua la riabilitazione post-intervento chirurgico della cuffia con metodi di cura innovativi.

Abbiamo creato il METODO BONORI

Dall'esperienza ventennale nella cura dell'artrosi all'anca

Metodo Bonori, cos'è

Il METODO BONORI nasce dall’esperienza ventennale della cura dell’artrosi all’anca, patologia di cui lo stesso DOTT. F.T. OSTEOPATA BONORI ne è affetto da vent’anni dovuto alla displasia congenita delle anche non riconosciuta, quindi attraverso proprio a un’esperienza personale ha potuto mettere appunto un METODO per curare se stesso ma che poi si è rivelato un METODO per migliorare le prestazioni sportive!

Il METODO BONORI migliora la mobilità articolare del bacino rispetto ad altre tecniche di terapia manuale in modo significativo e i risultati ottenuti dopo 3 o 4 sedute a un controllo a 6 mesi permangono in modo significativo.

Il METODO BONORI riesce ad ottenere questi miglioramenti perché va ad agire non solo sui muscoli rigidi e ipoestensibili ma anche su strutture ancor più rigide come la capsula articolare e i legamenti grazie all’utilizzo di cinture.

Utilizzo

L’utilizzo del METODO BONORI è indicato a tutti gli sportivi perché aumentando la mobilità del bacino migliora in modo significativo la fluidità, la scioltezza e la falcata nella corsa migliorando quindi la velocità e la resistenza, nel ciclismo riduce la resistenza passiva dei muscoli e delle strutture capsulari nella pedalata,e cosi anche nello sci dove la mobilità del bacino è fondamentale per una tecnica perfetta, quindi il gesto sportivo in tutti i casi è più efficiente, vale a dire che per un determinato tipo di lavoro si consuma meno energia!! E questo permette quindi di allenarsi con carchi di lavoro più elevati! Un corpo perfetto dal punto di vista biomeccanico si muove con meno resistenza e per questo le prestazioni sportive non possono che migliorare !! Inoltre si riduce al minimo il rischio di patologie legate allo sport come tendiniti, pubalgie, impingement femoro-acetabolare, condropatie, artrosi, contratture e stiramenti muscolari.

Oltre a questo tipo di trattamento Bonori ha introdotto l’utilizzo delle onde d’urto radiali su tutti i muscoli degli arti inferiori come metodica per migliorare il trofismo la forza e la resistenza muscolare grazie a un esperienza di 10 anni del loro utilizzo ha messo appunto un protocollo unico. Le cellule (fibroblasti e miofibroblasti ) percepiscono e convertono i segnali meccanici in reazioni chimiche aumentando così la produzione della sostanza extracellulare (acido ialuronico, fibre collagene , enzimi e vari fattori di crescita quali TGF-B1, elastina, proteoglicani glicosamminoglicani) tutte queste sostanze permettono di ridurre la resilienza muscolare ( il massimo sarebbe poter esprimere attività muscolare senza frizioni ) e hanno un ruolo importante nel migliorare la diffusione di sostanze nutrienti e di cataboliti alle fibre muscolari. Tutto questo si traduce in un miglioramento delle prestazioni sportive sia per quanto riguarda la forza e quindi la velocità che la resistenza.

Giulia Riva
Vanta Tre Presenze Con La Nazionale Assoluta, Collezionate Tutte Nel 2015: I Mondiali Di Staffette, L’Europeo Per Nazioni Ed I Mondiali. In Carriera Ha Vinto 5 Titoli Italiani, Di Cui 2 Universitari E 3 Giovanili Nei 200 Metri Ha 23“30 Come Personal Best Nei 100 Metri Ha 11“58 Personal Best

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